Blog · Costi e preventivi

Quanto costa un sito web in Italia nel 2026

La domanda è giusta. Qui trovi risposte oneste: fasce di prezzo di mercato, un calcolatore per capirle, tre casi reali con dati e grafici e l'elenco preciso di ciò che muove, o nasconde, un preventivo.

Perché non esiste un listino (e cosa pubblichiamo invece)

Un sito web non è un prodotto con un codice a barre. La stessa richiesta «un sito nuovo» può nascondere cinque pagine e un modulo contatti oppure un catalogo, un'area riservata e due integrazioni con il gestionale.

Fino a un anno fa, a questa domanda rispondevamo «il prezzo non si pubblica». Era una posizione onesta ma comoda: lasciava a chi legge solo il confronto tra preventivi ricevuti, quando i numeri in giro non mancano. Abbiamo cambiato idea. Un'impresa che deve budgetare ha il diritto di sapere gli ordini di grandezza prima di perdere un mese tra telefonate e moduli.

Quello che pubblichiamo qui sotto, quindi, ha due facce. I numeri sì: fasce di mercato, calcolatore, costi ricorrenti, tutto IVA esclusa e tutto etichettato come stima. La promessa no: nessuna di queste cifre è un preventivo, e un preventivo che nasce da una tabella sarebbe disonesto quanto un listino. Il perimetro vero si costruisce in una conversazione, con l'elenco di ciò che il sito deve fare davanti a entrambi.

C'è anche una ragione commerciale, e vale la pena dirla: il preventivo più basso vince quasi sempre il confronto tra cifre nude. Se due agenzie scrivono la stessa etichetta «sito aziendale» con due cifre molto diverse, la più bassa sembra conveniente anche quando comprende metà del lavoro. Le fasce servono proprio a questo: accorgersi quando un'offerta è fuori scala, verso il basso o verso l'alto, prima di firmarla.

Da dove vengono queste cifre. Sono la sintesi di ciò che vediamo nei nostri preventivi, di ciò che chiedono i concorrenti nelle gare reali e dei range pubblicati da agenzie comparabili in Italia. Sono aggiornate al 2026 e, come ogni stima di mercato, vanno lette come un intervallo, non come una quotazione.

Nove fattori che muovono il prezzo

Il costo di un sito è la somma di decisioni. Queste sono le nove che spostano di più il preventivo, in ordine di impatto tipico. Le prime cinque si discutono in fase di offerta; le ultime quattro si scoprono spesso dopo.

01

Numero di pagine e di template

Un sito da venti pagine che riusa tre layout costa meno di un sito da otto pagine con otto strutture diverse. Il lavoro di design e sviluppo si moltiplica per i template unici, non per i testi. Le pagine in più, se identiche nella gabbia, costano contenuto, non codice.

02

Design su misura

Un tema adattato è una base ragionevole per molti progetti. Un'identità disegnata da zero (griglia tipografica, componenti, micro-interazioni) è un lavoro diverso: in genere pesa tra il 25 e il 50% in più sul totale. Nessuno dei due è migliore in astratto: dipende da quanto il sito deve distinguersi.

03

CMS e integrazioni

Scegliere chi gestirà i contenuti cambia la struttura. E ogni collegamento esterno (CRM, gestionale, pagamenti, newsletter, fatturazione) ha un costo di analisi, sviluppo e collaudo. Le integrazioni sono la voce che più spesso sfugge a chi confronta solo il numero di pagine.

04

Configurazione SEO

La base (struttura URLs, heading, sitemap, dati strutturati, performance) oggi è mestiere, non extra, e sta dentro il preventivo di un sito fatto bene. Ciò che si paga a parte è il lavoro di contenuto: keyword research, landing dedicate, ottimizzazione di cataloghi grossi. Diffida di chi la vende come abbonamento magico.

05

Copywriting

Testi, foto, traduzioni e schede prodotto sono la parte che più spesso arriva tardi. Se li scrive l'agenzia si pagano, in genere tra 80 e 200 € a pagina per i testi; se li fornisci tu il progetto guadagna settimane. In entrambi i casi qualcuno deve farli: l'unica domanda è chi.

06

Funzionalità e-commerce

Vendere è un'altra categoria di lavoro: catalogo, varianti, listini, pagamenti, spedizioni, resi, fiscalità, ordini. Un negozio con duecento schede standard e uno con listini per partita IVA non sono lo stesso progetto, anche se entrambi si chiamano «e-commerce».

07

Manutenzione

Aggiornamenti, backup, sicurezza, monitoraggio e assistenza sono costi ricorrenti che cambiano il totale a tre anni più del design. Chiedi sempre cosa è compreso nei primi mesi, cosa si paga dopo e quanto. Ne parliamo per esteso più avanti in questo articolo.

08

Hosting e dominio

Voci piccole che però rivelano l'approccio: un sito con hosting incluso a prezzo di listino per sempre può nascondere il costo dell'export quando vorrai andartene. Dominio, certificati e ambiente di produzione devono essere intestati a te, con credenziali che conosci.

09

Sviluppo su misura

Area clienti, preventivatore, prenotazioni, flusso ordini, connettori con il gestionale: ogni volta che il software deve fare qualcosa che nessun prodotto esistente fa, il lavoro cresce per funzionalità, non per pagine. È la voce che separa davvero i 5.000 euro dai 50.000.

Quattro famiglie di progetto, quattro livelli di complessità

Non sono prezzi: sono perimetri di lavoro. La stessa famiglia può contenere un progetto semplice e uno molto articolato: la colonna a destra ti dice di quanto.

Il perimetro conta più dell'etichetta. Le fasce sono le stesse della sezione successiva.
Tipo di progettoCosa determina il lavoroQuando ha sensoFascia indicativa
Sito vetrina o one-pagePoche sezioni, un layout, contenuti pronti, nessuna integrazione.Devi presentarti e farti contattare; il sito non è il prodotto.800–2.500 €
Sito aziendalePiù pagine e template, CMS, SEO di base, blog, modulo contatti, eventuale multilingua.Devi spiegare servizi, casi e competenze a clienti che ti cercano.2.000–6.500 €
E-commerceCatalogo, schede prodotto, pagamenti, spedizioni, resi, magazzino, fiscalità, integrazioni.Vendi prodotti standard e vuoi gestire ordini online.4.000–15.000 €
Piattaforma su misuraRuoli, flussi, API, integrazione ERP, dati sensibili, collaudo e manutenzione.Il modo in cui lavori non entra in un prodotto esistente.da 12.000 €

Le fasce indicative per il 2026, voce per voce

Ordini di grandezza per il mercato italiano, IVA esclusa. La colonna delle esclusioni è la più utile: è lì che si nasconde metà del lavoro.

Se un'offerta è dentro il minimo di una fascia, verifica la colonna «di solito escluso» prima di esultare.
TipologiaFascia indicativaTempi tipiciDi solito includeDi solito esclude
One-page o sito vetrina800–2.500 €2–4 settimaneUn layout, contenuti forniti da te, modulo contatti, pagine legali, SEO tecnica di base.Scrittura dei testi, servizio fotografico, multilingua, integrazioni.
Sito aziendale2.000–6.500 €4–8 settimane3–5 template, CMS, blog, analytics, SEO on-page, performance e accessibilità.Contenuti editoriali e shooting; listini o aree riservate; integrazioni col gestionale.
E-commerce4.000–15.000 €6–12 settimaneCatalogo, schede, pagamenti, spedizioni, fiscalità, gestione ordini.Alimentazione del catalogo, foto prodotto, marketing, listini riservati.
Piattaforma su misurada 12.000 €3 mesi e piùAnalisi, ruoli e permessi, flussi, API, ambienti di prova, collaudo.Nulla di standard: si costruisce. La manutenzione va messa a budget dall'inizio.
Restyling conservativo1.200–4.000 €2–5 settimaneNuova veste grafica su struttura e CMS esistenti, responsive, update dei componenti.Migrazione di dati, nuovo posizionamento, rifacimento dei contenuti.
Migrazione conservando la SEO1.500–5.000 €3–6 settimaneMappatura URL, redirect 301, verifica contenuti e dati strutturati, monitoraggio post-lancio.Il nuovo design: la migrazione è un progetto a sé, spesso sottovalutato.

Due letture oneste di questa tabella. Prima: le fasce si sovrappongono di proposito: un sito aziendale ricco costa più di un e-commerce povero, e va bene così: l'etichetta non è il perimetro. Seconda: in Italia nel 2026 la forchetta tra «fatto in casa» e agenzia strutturata è più larga che in altri paesi, perché convivono un mercato di siti a 500 euro (reali: template, zero ore di design, supporto telefonico che non esiste) e studi che applicano tariffe da Nord Europa. Al centro, la maggioranza dei progetti seri sta dove sta scritto.

IVA, marche da bollo, accessibilità. Le cifre sono IVA esclusa. Dal 2025 gli obblighi EAA sui siti commerciali si aggiungono al lavoro: un preventivo 2026 che non li nomina vale meno di ciò che dichiara.

Calcolatore indicativo di costo

Muovi i parametri e guarda cosa succede: è lo stesso esercizio che facciamo noi in discovery, in scala. La stima è un ordine di grandezza, considerala affidabile entro il 30%, non un preventivo.

Voci aggiuntive

Stima indicativa, una tantum, IVA esclusa

——

Tempi tipici: — settimane

Il calcolatore applica le fasce della tabella qui sopra ai parametri che scegli. Se non si aggiorna, il tuo browser non esegue JavaScript: affidati alle fasce.

Trasformala in un perimetro

Cosa il calcolatore non sa. Non conosce la qualità dei tuoi contenuti, l'ordine del tuo database prodotti, le decisioni che ancora non hai preso. Sono esattamente le tre cose che, in fase di discovery, spostano il numero, di solito più di tutte quelle che puoi trascinare qui.

Lo stesso strumento esiste anche in una pagina a sé, comoda da tenere aperta mentre confronti più configurazioni o da rimandare a un collega.

Come si costruisce un preventivo, passo per passo

Un preventivo serio non è una cifra buttata lì. È la conseguenza di cinque passaggi, e dovrebbe poter essere letto e discusso.

Discovery

Si parte dagli obiettivi e dagli utenti, non dalle pagine. Quante richieste vuoi, da chi, cosa deve succedere dopo il contatto. Da qui escono le priorità.

Perimetro

Elenco di pagine, funzioni, integrazioni e contenuti, con ciò che è incluso e ciò che resta fuori. Un perimetro scritto è la difesa migliore contro le sorprese.

Stima

Ogni voce diventa giorni per ruolo: design, sviluppo, contenuti, collaudo. Chiedere il dettaglio delle ore è legittimo e un'agenzia seria non si offende.

Rischi e dipendenze

Si mettono a budget le cose che possono rallentare: contenuti in ritardo, integrazioni non documentate, decisioni rimandate. La contingenza non è un extra nascosto: è realismo.

Offerta

Fasi, tempi, modalità di pagamento, revisioni incluse e criterio di accettazione. Il preventivo diventa un piano, non una cifra isolata.

Cosa deve contenere un preventivo di sito web

Sette voci. Se un'offerta ne salta più di una, il totale che stai confrontando non è lo stesso totale.

  • Perimetro scrittoPagine e template elencati uno per uno, funzioni, integrazioni con nome del sistema collegato, contenuti inclusi ed esclusi.
  • Chi produce i contenutiTesti, foto, traduzioni e schede prodotto: nome, quantità e diritti d'uso. È la voce più spesso data per scontata da entrambe le parti.
  • Qualità tecnica come voce, non come promessaPerformance, accessibilità, SEO on-page, sicurezza, backup: devono comparire nel documento, con il criterio con cui verranno verificati a fine progetto.
  • Tempi, revisioni e dipendenzeFasi con date, quante revisioni per fase, cosa succede se il materiale arriva tardi e chi ha l'ultima parola.
  • Costi ricorrenti separatiHosting, dominio, canoni di piattaforma, manutenzione: un totale una-tantum nasconde il costo vero dei primi tre anni.
  • Proprietà e consegnaCodice, database, dominio, account, contenuti: intestazione, modalità di consegna e formato di export. Se non c'è scritto, non è tuo.
  • Dopo il lancioGaranzia sui bug, assistenza ordinaria, tempi di risposta, referente umano. Il piano dei primi 90 giorni vale quanto lo sconto ottenuto.

Come confrontare due preventivi senza farti ingannare

Sei domande da fare a entrambi i fornitori. Le risposte contano più del totale.

  • Stesso perimetroChiedi l'elenco di pagine, funzioni e integrazioni. Se due preventivi non descrivono lo stesso lavoro, il confronto non ha senso.
  • Cosa è esclusoTesti, foto, traduzioni, hosting, dominio, manutenzione e contenuti legali spesso non sono inclusi. Meglio scoprirlo prima.
  • Revisioni e tempiQuanti giri di revisione sono compresi? Cosa succede se il materiale arriva in ritardo? Chi decide l'ultima parola?
  • ProprietàCodice, dominio, account, database e contenuti devono restare tuoi. Chiedi come avviene la consegna e cosa succede se cambi fornitore.
  • Dopo il lancioGaranzia, assistenza, backup, aggiornamenti e monitoraggio: chiedi un piano scritto per i primi mesi.
  • Chi lavora davveroChi segue il progetto, chi scrive, chi sviluppa? Se la vendita la fa una persona e il lavoro un'altra, incontra chi lavorerà prima di firmare.

Tre casi reali, con grafici e numeri a vista

Per spiegare cosa cambia in concreto raccontiamo tre progetti reali: un ristorante, un laboratorio artigiano, uno studio professionale. Ognuno con i suoi numeri prima e dopo, la crescita a sei mesi e i grafici che la raccontano.

Una premessa onesta, che vale per tutti e tre i casi: un sito nuovo non produce da solo la crescita. Incidono la stagione, la notorietà dell'attività, il passaparola, a volte una foto finita sui social. Quello che un sito professionale fa, e i numeri qui sotto lo mostrano in concreto, è rendere l'attività trovabile, presentabile e contattabile: senza quelli, le richieste non arrivano nemmeno da misurare.

Richieste di contatto: i tre casi a confronto

PrimaDopo

Dati reali di tre clienti con nomi anonimizzati, asse partire da zero. Pubblicati con consenso dei clienti.

PageSpeed mobile: i tre casi a confronto

PrimaDopo

Punteggi reali PageSpeed dei nostri clienti su scala 0–100, misura prestazionale, non una classifica.

Conversion rate: i tre casi a confronto

PrimaDopo

Dati reali dei nostri clienti, asse da zero a 4%: conversioni su richieste di contatto, non vendite dirette.

Click organici Google: i tre casi a confronto

PrimaDopo

Dati reali dei nostri clienti. La visibilità organica cresce per pagine e intenti intercettati, non per magia del sito nuovo.

Quello che i nostri clienti dicono

I nostri clienti ci danno il consenso a pubblicare i risultati. Nomi anonimizzati per rispetto della loro privacy.

«Le richieste di contatto sono passate da 4 a 17 al mese. Quello che colpisce non è il numero, ma la qualità: arrivano clienti che sanno già quello che facciamo, non dobbiamo spiegare da zero. Il sito ha reso il nostro lavoro molto più visibile nel nostro territorio.»

Titolare

settore ristorazione

«Prima il nostro portfolio era in una cartella WhatsApp. Adesso i preventivi li richiediamo attraverso il sito, con tutte le informazioni di cui abbiamo bisogno già dentro. Meno tempo al telefono, più tempo in laboratorio. I clienti che arrivano hanno già idea di cosa vogliamo fare.»

Titolare

laboratorio artigiano

«Le persone che ci contattano adesso hanno domande concrete. Prima arrivavano richieste generiche, adesso sappiamo che il cliente ha visto il nostro lavoro e capisce quello che offriamo. Il sito ci ha dato credibilità e qualità nel filtro iniziale.»

Socio

studio professionale

I dati di crescita (visite, clic organici, conversion rate) sono verificati nel tempo. Pubblichiamo feedback con il consenso del cliente sulla privacy dei dati.

Quanto costa mantenerlo, ogni anno

Il totale del progetto è l'inizio. Queste sono le voci ricorrenti che un preventivo onesto dovrebbe mostrare separate, e che determinano il costo vero dei primi tre anni.

Fasce indicative 2026 per il mercato italiano, IVA esclusa. Un sito abbandonato dopo il lancio si degrada: uptime, sicurezza e posizioni in Google comprese.
Voce ricorrenteFascia tipica / annoCosa copreSe salti cosa rischi
Hosting e manutenzione tecnica300–1.200 €Spazio, larghezza di banda, aggiornamenti CMS e PHP, backup, monitoraggio uptime.Sicurezza: il 90% degli hack parte da componenti non aggiornati.
Dominio10–40 €Rinnovo annuale, DNS, eventualmente privacy WHOIS.Perderlo significa perdere email e tutto il traffico che ci punta.
Certificati e sicurezza0–200 €SSL incluso nell'hosting; extra per validate, WAF, scansioni.Il «non sicuro» impresso nell’indirizzo e nelle pagine di Google.
Canoni piattaforma0–300 €Tema premium, page builder, plugin a licenza, servizi SaaS.Canoni che scopri solo quando il sito smette di funzionare.
Assistenza e ore di intervento200–1.200 €Pacchetto ore o canone per modifiche, bug, piccoli sviluppi.Ogni modifica diventa un preventivo separato, a listino pieno.
Contenuti e aggiornamenti300–1.500 €Editing ricorrente: news, articoli, schede, stagionali.Un sito fermo al giorno del lancio è un segnale negativo per chi ti cerca.
SEO e analisi continuativa400–2.000 €Monitoraggio posizioni, correzioni tecniche, interventi on-page.Il traffico conquistato si erode: i concorrenti non dormono.

La somma, per un sito aziendale ben gestito: in genere tra 900 e 3.000 € l'anno; un e-commerce con catalogo attivo può superare i 4.000 €. Due note di esperienza: prima, i primi mesi post-lancio dovrebbero essere compresi nel preventivo del progetto (è il periodo in cui emergono i bug); seconda, se l'hosting è «incluso gratis per sempre» chiedi quanto costa esportare il sito: il vero margine di molte agenzie non è sul canone, è sull'uscita impossibile.

Gli errori più comuni quando si sceglie un'agenzia web

Nessuno di questi è la prova di malafede. Sono i punti dove più spesso il cliente scopre, a progetto avviato, una sorpresa che poteva essere una domanda in fase di offerta.

  • Confrontare solo il totaleDue preventivi con cifre diverse possono descrivere lavori diversi. Allinea i perimetri prima di confrontare i numeri.
  • Farsi accecare dal prezzo più bassoNon è sempre furbo scegliere il più economico: spesso il risparmio è ciò che è stato tolto dal preventivo, non un'offerta migliore.
  • Non parlare con chi farà il lavoroSe vende una persona, progetta un'altra e sviluppa una terza, incontra almeno la seconda prima di firmare.
  • Credere alle promesse di posizione«Prima su Google garantito» non è un servizio: nessuno controlla l'algoritmo. La SEO seria parla di tempi, metodo e cose misurabili.
  • Firmare senza sapere di chi è cosaDominio, codice, contenuti, foto, account: se il contratto non lo dice, alla fine del rapporto lo scoprirai tu.
  • Non chiedere cosa succede dopoGaranzia, assistenza, backup, chi risponde a un guasto il sabato. Il piano dei primi 90 giorni vale quanto lo sconto.

Cinque segnali d'allarme dentro un preventivo, per completezza: cifre molto più basse degli altri senza un perimetro che le giustifichi; «revisioni illimitate» senza una definizione (illimitato significa che il progetto non finisce); nessuna riga scritta su tempi e dipendenze; piattaforma proprietaria senza export dei contenuti; un'unica riga di totale senza voci. Se ne trovi due su cinque in un'offerta, fai più domande: è un diritto, prima che un consiglio.

Cosa puoi fare tu per contenere il costo

Il modo più efficace per spendere meno non è chiedere uno sconto: è ridurre l'incertezza. Un progetto con dati e decisioni chiare richiede meno ore di uno che le scopre strada facendo.

  • Prepara i contenuti prima: testi, foto, schede prodotto, dati societari e riferimenti legali. Sono la causa numero uno dei ritardi, e il ritardo costa ore.
  • Riduci i template, non per forza le pagine: riusare un layout è più economico che inventarne uno nuovo per ogni pagina.
  • Parti da un MVP: metti online ciò che serve per validare, poi aggiungi il resto con i dati veri sul cosa serviva davvero.
  • Scegli integrazioni standard quando possibile e chiediti quali sono davvero necessarie al lancio, quali tra sei mesi.
  • Nomina un decisore unico: le decisioni prese da troppe persone allungano il progetto, e il tempo del progetto è il costo.
  • Non cambiare perimetro a metà: ogni aggiunta ha un costo e un effetto sui tempi; si mette in una fase due, non dentro il lavoro in corso.

Il preventivo non è un voto. Un progetto più articolato costa di più perché richiede più lavoro, non perché l'agenzia è più cara. Il punto è capire se quel lavoro serve davvero, e quella domanda va fatta a te prima che a loro.

Domande frequenti

Quanto costa un sito web in Italia nel 2026?

Le fasce più frequenti che osserviamo sul mercato italiano, IVA esclusa: un sito one-page o vetrina tra 800 e 2.500 €; un sito aziendale tra 2.000 e 6.500 €; un e-commerce tra 4.000 e 15.000 €; una piattaforma su misura parte da circa 12.000 €. Sono ordini di grandezza, non preventivi: il numero vero nasce dal perimetro.

Le fasce di prezzo di questo articolo sono preventivi?

No. Sono stime di mercato, IVA esclusa, utili per capire l'ordine di grandezza e per accorgersi quando un'offerta è fuori scala. Nessun preventivo responsabile può nascere da una tabella: nasce da una conversazione sul perimetro.

Perché due preventivi possono essere così diversi?

Perché non stanno descrivendo lo stesso lavoro. Cambiano il numero di template, chi scrive i testi, le integrazioni, la qualità tecnica e ciò che è compreso dopo il lancio. Confronta le voci, non solo il totale.

Meglio un template o un sito su misura?

Per molti progetti un tema ben adattato è la scelta giusta: parte prima e copre esigenze standard. Il su misura ha senso quando il sito deve fare qualcosa che il template non fa, o quando l'identità visiva è parte del valore.

Quanto dura un progetto web?

Un sito aziendale richiede in genere dalle quattro alle otto settimane; un e-commerce dalle sei alle dodici, se catalogo e testi sono pronti. Le piattaforme su misura dipendono dai flussi e dalle integrazioni. I tempi si allungano quando i contenuti o le decisioni arrivano in ritardo.

Il prezzo include testi e foto?

Dipende dal preventivo. La scrittura dei contenuti pesa in genere tra 80 e 200 € a pagina; la fotografia professionale si calcola a giornata. Chiedi esplicitamente se scrittura, foto, traduzioni e diritti d'uso sono inclusi: sono le voci date più spesso per scontate.

Cosa deve contenere un preventivo di sito web?

Sette voci, minimo: perimetro scritto, chi produce i contenuti, la qualità tecnica come voce, tempi e revisioni, costi ricorrenti separati, proprietà e consegna, il piano dopo il lancio. Se un'offerta ne salta più di una, il totale che stai confrontando non è lo stesso totale.

Quanto costa mantenere un sito ogni anno?

Tra le voci ricorrenti più comuni (hosting, dominio, aggiornamenti, backup, monitoraggio e assistenza) un sito aziendale ben gestito costa in genere tra 900 e 3.000 € l'anno; un e-commerce può superare i 4.000 €. Un sito abbandonato dopo il lancio si degrada: uptime, sicurezza e posizioni in Google comprese.

I numeri citati sono risultati reali?

Sì. Sono dati reali di tre clienti, pubblicati con nomi anonimizzati e con il loro consenso. Non rappresentano una promessa di risultato.

Quanto è preciso il calcolatore dei costi?

È calibrato per darti l'ordine di grandezza, non la cifra finale: consideralo affidabile entro circa il 30% in più o in meno. Le sue variabili sono quelle che spostano davvero un preventivo (perimetro, template, contenuti, integrazioni, multilingua), ma non conosce il tuo progetto.

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Partiamo dal perimetro, non dal prezzo

Raccontaci cosa deve fare il sito, chi deve usarlo e cosa esiste già. Ti diciamo cosa serve, cosa può aspettare e quanto tempo richiede, con una forbice di costo onesta, senza promesse.