Menu digitale gestibile
Menu diviso per sezioni, con prezzi e note. Si aggiorna da un pannello semplice: cambiare un piatto non deve richiedere una telefonata a noi.
Settori · 02
Quasi nessuno trova un ristorante sul sito del ristorante. Lo trova su Maps, su Instagram o perché gliene ha parlato un amico. Il sito interviene subito dopo, nel momento in cui la persona controlla se siete aperti stasera e cosa c'è nel menu.
La scheda Google Business Profile è, per quasi tutti i locali, il canale che porta più contatti. Foto aggiornate, orari corretti, categoria giusta, menu raggiungibile in due tocchi: senza questo, un sito nuovo serve a poco.
Il sito fa un lavoro diverso e complementare: tiene le informazioni che sulla scheda non ci stanno. Il menu completo con i prezzi, le chiusure per ferie, la sala privata, il parcheggio, il menu per bambini, le indicazioni per arrivare. E soprattutto è l'unico posto dove decidi tu cosa vede chi arriva.
Per questo, da anni, vediamo locali con un sito bellissimo e la scheda Google con orari sbagliati: il risultato è un cliente davanti a una porta chiusa.
Se il sito risolve solo queste, ha già fatto il suo lavoro.
Menu diviso per sezioni, con prezzi e note. Si aggiorna da un pannello semplice: cambiare un piatto non deve richiedere una telefonata a noi.
Modulo collegato alla vostra agenda o a una piattaforma esterna, oppure pulsante di chiamata ben visibile. La scelta dipende da chi risponde al telefono.
Scheda Business Profile curata, dati coerenti tra sito e scheda, menu raggiungibile dai risultati. È la parte che porta telefoni, più del sito stesso.
Matrimoni, cene di gruppo, sala privata, menu degustazione. Pagine che rispondono a richieste già qualificate, invece di un unico modulo generico.
Un sito di venti pagine per un locale da cinquanta coperti: nessuno le legge, e ognuna diventa una pagina da aggiornare. Meglio cinque pagine tenute in ordine che venti lasciate a metà.
Un blog di ricette se non c'è qualcuno che lo scrive davvero. Tre articoli nel 2023 e poi il silenzio dicono al visitatore che il locale è fermo, anche quando il sabato è pieno.
Un e-commerce per l'asporto senza volumi: le commissioni delle piattaforme si pagano a percentuale, un proprio sistema si paga in anticipo. Sotto una certa soglia di ordini, conviene restare sulle piattaforme esistenti.
La versione inglese automatica che traduce «coperto» con «covered». Se hai clienti stranieri, si fa una traduzione vera delle due pagine che contano: menu e contatti.
Sì, ma per motivi diversi. Instagram è ottimo per far venire fame e mostrare il lavoro; non è un posto dove cercare «orari», «menu» o «parcheggio», e non è indicizzabile come una pagina. Servono entrambi, con compiti distinti.
La piattaforma porta visibilità ma applica commissioni e gestisce i dati al posto tuo. Il modulo sul sito non porta visibilità ma non costa a prenotazione. Per molti locali la risposta sensata è: scheda Google e telefono come canale principale, piattaforma per i clienti nuovi, sito per i clienti che vi conoscono già.
Voi, da un pannello che rendiamo semplice, con una sessione di formazione registrata. In alternativa possiamo occuparcene noi con un piccolo canone, ma per un menu che cambia ogni settimana è più rapido farlo in casa.
Se hai clienti stranieri abituali, sì: ma solo per menu e contatti, tradotti a mano. Una traduzione automatica di tutto il sito produce frasi che nessun madrelingua scriverebbe, e in un menu gli errori si notano subito.
La parte locale: scheda Google, coerenza dei dati, recensioni e pagine che intercettano chi cerca nella zona.
Il servizio completo se hai bisogno anche di struttura, testi, fotografie e tempi di realizzazione.
Se gestisci anche una parte di catering o consulenza, le esigenze di fiducia cambiano.
Se sono sempre le stesse tre domande, quelle tre risposte devono stare in home page. Raccontaci come risponde oggi la sala e partiamo da lì.